Azienda Agricola 'La Longa'

AGRITURISMO

 

tinche

 TINCA GOBBA DORATA DEL PIANALTO POIRINESE 

Poirino è posta al centro di un vasto altopiano di terre argillose disseminato di laghetti di origine naturale (le "peschiere"). Questi pescosi specchi d'acqua hanno rappresentato per secoli una risorsa alimentare ed economica fondamentale per il sostentamento delle comunità.

In particolare, una pregiata varietà di Tinca Gobba Dorata ha trovato nelle acque basse, calde e limacciose del Pianalto di Poirino (che comprende 24 Comuni), il proprio habitat ideale nutrendosi di piccoli invertebrati e mostrando una notevole prolificità.

Apprezzate per le carni delicate, sode, non grasse e dal gusto pulito (conferito dai fondali d'argilla rossa), le tinche venivano tradizionalmente catturate in primavera per avere proteine fresche dopo i mesi invernali e ridurre l'eccesso dell'imminente riproduzione, e poi ancora all'inizio dell'autunno per consumarle in carpione durante l'inverno.

In seguito, le mutate abitudini agricole e zootecniche hanno ridotto drasticamente il numero dei bacini abitati dalle tinche ed è per questo che oggi l'"Associazione dei Produttori della Tinca Gobba Dorata del Pianalto di Poirino" si adopera per migliorare, incrementare e valorizzare questa varietà ittica attraverso la selezione dei riproduttori, la produzione di novellame, la riattivazione degli stagni dismessi, la strutturazione di nuovi stagni, la selezione degli alimenti e la messa a punto di mirate tecnologie acquacolturali che sposino le metodologie tradizionali.

Una strategia che consentirà a chi ancora non li conosce di avvicinarsi alle squisite fritture, ai superbi carpioni ed ai saporiti risotti di tinca gobba dorata del Pianalto di Poirino.

La Tinca dorata è stata adottata da Slow Food come uno dei Presidi della Provincia di Torino.

Per ulteriori informazioni

 

RICONOSCIMENTO D.O.P. ALLA TINCA DEL PIANALTO

Nel mese di febbraio 2008 l’Unione Europea ha pubblicato sulla propria gazzetta ufficiale l’avvenuto riconoscimento D.O.P. (denominazione di origine protetta) nei confronti della Tinca Gobba Dorata del Pianalto di Poirino.

Tale riconoscimento è il primo rivolto ad un pesce d’acqua dolce nell’intera Comunità Europea e ad oggi è il marchio che garantisce di più in assoluto il consumatore finale. Questo non può che gratificare gli impegni che negli anni l’amministrazione di questo Comune ha assunto in concerto con l’Associazione dei Produttori.

L’istanza per il riconoscimento D.O.P. è stata presentata nel 2002 superando favorevolmente la prima fase regionale e successivamente quella ministeriale. Nel corso del 2004 il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inoltrato l’istanza a Bruxelles alla commissione europea, la quale fatte le dovute verifiche ha riconosciuto la D.O.P. nel mese di febbraio 2008.

Da profani se si pensa ai sei anni impiegati per l’iter di riconoscimento può sembrare un’eternità, ma non è così, perché ci sono esempi di prodotti ben più blasonati della tinca che continuano ad essere stoppati dalle varie commissioni di verifica, richiedendo documentazioni integrative per approfondire ulteriori argomenti.

Probabilmente la tinca gobba dorata è piaciuta non solo enogastronomicamente, per le sue origini fondate su dati certi di archivi storici risalenti alcuni a secoli or sono e per il suo territorio di appartenenza che è quello del Pianalto. Prevalentemente argilloso ubicato in parte sulle Provincie di Torino, Asti e Cuneo e già identificato da anni a livello cartografico nazionale come Altopiano di Poirino per la sua peculiarità geomorfologica risalente al periodo Villafranchiano.

Tale riconoscimento oltre ad essere motivo di gratificazione per i produttori i quali possono finalmente organizzarsi a livello professionale per lo svolgimento dell’attività di acquacoltura è anche l’occasione per il definitivo ingresso del Pianalto di Poirino nel circuito internazionale dei territori a valenza turistica, agroalimentare ed ecosostenibile, essendo lo stesso Comune di Poirino certificato UNI EN ISO 14001.

Finalmente il tassello mancante tra l’area metropolitana e il Roero e il Monferrato ha un elemento in più per farsi conoscere e poter sviluppare altre peculiarità degne di nota che appartengono al territorio stesso.

Sono in cantiere interessanti iniziative ed eventi per l’anno in corso al fine di divulgare e far conoscere ad un pubblico sempre più vasto, questo nostro invidiabile prodotto locale.

 

asparagi 

L'asparago

 

L'asparago è una pianta originaria dell'Asia; è stato utilizzato per la prima volta nell'area mediterranea dagli egizi. Nei secoli successivi viene citato nelle opere naturalistiche dello studioso greco Teofrasto, quindi da Catone e poi da Plinio, che ne descrisse accuratamente anche il metodo di coltivazione, oltre agli usi alimentari, nella sua Naturalis Historia.

L'asparago (Asparagus officinalis) è una pianta erbacea perenne della famiglia delle Liliacee, con un rizoma che cresce sotto terra; proprio dal rizoma spuntano le parti commestibili di questo ortaggio, i turioni, che vanno raccolti prima che crescano trasformandosi in steli. In commercio si trovano diverse varietà di asparagi (fra cui il D'argenteuil, il Grosso di Erfurt, il Mary Washington), che si distinguono per l'aspetto, per la tipologia di coltivazione (di campo, di bosco, di serra) e per il sapore, mentre la composizione nutritiva resta sostanzialmente invariata.

L'asparago in cucina - Questo ortaggio, già piuttosto costoso, contiene inoltre un'elevata percentuale di scarto (fino al 45% circa). Può essere consumato abitualmente, tranne da chi è affetto da alcune patologie (calcoli renali, cistite, disturbi alle vie urinarie, prostatite), a causa delle sue proprietà diuretiche. Il suo apporto nutritivo è in linea con quelli degli ortaggi verdi.

INFO AL - Carboidrati: 3,2; proteine: 3,5; grassi: 0,2; acqua: 90; colesterolo: 0; sodio: 0; calorie: 25. Parte edibile: 52; calorie al lordo: 13.

 

 

 

 

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